Progetto Maternità Goundi Stampa

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Raccolta fondi per costruire la nuova maternità dell'Ospedale di Goundi nel Ciad (Africa) promossa dalla pro Loco di Barzana in collaborazione con la Parrocchia di S. Rocco e la comunita' di Barzana.

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Testimonianza di Maria

Maria Gambirasio è una dottoressa di Barzana (BG) che lavora da due anni come volontaria nell'ospedale di Goundi. Questo è il testo di una lettera scritta alla famiglia nel Maggio 2005:

Carissimi,

L'emozione che mi fa scrivere è la stessa che continua a dirmi che riuscirò a scrivervi solamente delle panzane. Perché non è facile ringraziarvi in modo adeguato per quello che state facendo, perché la metà di voi mi ha vista crescere, era là il giorno della mia prima comunione, mi ha abbracciato quando sono morti i mie nonni.

Così vi racconterò una storia.

 

16Innanzitutto mettetevi a 38 gradi centigradi, e restateci per tutta la serata, bevendo, se mai vi venisse sete, solamente dell'acqua calda.

Così vi catapultate a Goundi. Ora immaginate un cortile, sabbietta per terra, qualche pianta secolare, un cortile come ce ne sono tanti, ma sul nostro si affaccia uno dei padiglioni dell'ospedale. In mezzo al cortile diversi tappeti, stuoie, e l'arcobaleno: i vestiti delle donne, le pentole, le salviette, i fazzolettini in testa, i vestiti di ricambio, i pianti dei bambini, le chiacchiere dei grandi.

E il nostro eroe è lì, che saltella da un gruppetto all'altro: si chiama Nguemadjibaye (si legge Nguemagibai; significa “la parentela s'allarga ancora”), avrà 4 anni il 27 agosto, pesa 14 chili, ha un fratello che si chiama Onessambaye “Qualcuno tiene ancora a me” di 6 mesi e 8 chili e mezzo (una vera palla di lardo) e una laringite cha ha messo a rischio la sua vita, ma che ora è sotto controllo. Indossa i suoi pantaloncini rosa, regalo di suor MariaGrazia, a mezz'asta, gli intralciano il cammino fino a quando non toccano terra, e solo allora capisce che gli conviene lasciarli lì, incurante della mamma che gli corre dietro per recuperarli.

Quando ti vede, quando tu lo guardi, cammina roteando su se stesso, fa le smorfie (ma io credo che lo faccia anche quando è da solo) e parlotta. Chissà cosa farà da grande. E chissà cosa faranno da grandi i suoi vicini di letto: Ndouba (letteralmente “antica abitazione”, è un nome che viene usato per qualcuno che nasce subito dopo la morte di un altro membro della famiglia) che ha 3 mesi e 3 chili e 100 grammi addosso, e Allassembaye (“Il buon Dio mi aiuta ancora”), che ha compiuto un anno il 15 marzo e che pesa 3 chili e 600 grammi. Ha compiuto un anno il 15 marzo e pesa tre chili e seicento grammi, non mi sbaglio. Ecco, loro due non faranno niente, da grandi, perché non ci arriveranno. Sembrano due topi, sembrano due scimmie, quando li prendi in braccio non ti capaciti di come possa respirare e piangere una cosa così. Sarà stato il caldo? Saranno state le zanzare che gli hanno dato la malaria più volte? Dietro un bambino così ci possono essere una mamma morta, una mamma malata, una mamma deficiente (che defice di tutto, da neanche un vestito di ricambio, a neanche un soldo per comprare del riso o del miglio, a neanche un'ombra di attitudine materna), tutte donne che non sono andate a scuola, che non sono state coccolate, non sono state curate in tempo, che non hanno mangiato come avrebbero dovuto quando erano piccole. Che hanno sposato uomini che non sono andati a scuola, che non sono stati coccolati, che non conoscono l'igiene, che vivono come hanno sempre visto vivere, e si occupano della loro famiglia come il loro padre si è occupato della loro mamma e di loro-bambini. Poi ci sono delle coppie che ti portano il loro bambino perché ha la tosse da qualche ora. Sporadiche, non posso mentirvi, ma a volte capita.

Punto. Siamo qui e ci proviamo. Ci proviamo a tenerli in salute affinché possano andare a scuola, affinché possano imparare un buon mestiere e imparare a pensare con la loro testa, a mandare i loro figli all'asilo e poi a scuola fino al liceo, che possano avere sempre da mangiare e che imparino a mettere da parte qualche cosa (perché l'imprevisto capita sempre) e possano quindi invecchiare facendo i nonni.

E adesso l'imbarazzo della conclusione. Vi posso promettere che vi manderò, per fine mese, le foto dei bambini di cui vi ho parlato, vi posso assicurare che adesso (da noi saranno le 20) siamo sintonizzati con voi, e che, beh, ne ho molte altre di storie da raccontarvi, e alcune sembrano dare un'immagine opposta a quella un po' sconsolata che ha dato adesso. Ve le scriverò, se la vorrete ascoltare.

Grazie sempre.

Maria, ma dalla parte di tutti qui.

 

ALCUNI DATI SULLA MATERNITA' DI GOUNDI

2Vi regalo qualche numero:

754 sono i parti effettuati in ospedale nell'anno 2004, 1100 quelli dichiarati e effettuati a domicilio (che significa in brouse, al villaggio), 1500 quelli, stimati, non dichiarati ed effettuati sempre al villaggio.

Tra quelli nati in ospedale 391 sono i maschi e 363 le femmine. 4 chili e 800 grammi il peso del neonato più grosso, 1 chilo e mezzo il peso nel neonato più piccolo e sopravvissuto nonostante questo.

13 il numero di parti massimale a cui arriva una donna, senza contare gli aborti.

8 il numero delle ostretiche che lavorano alla maternità.

100.000 circa il numero di persone servite dal nostro distretto e 3 il numero dei medici al loro servizio. Cioè un medico ogni, diciamo, 35000 persone. Sapete quanto è da noi, a Barzana, per esempio?

 

PROGETTO NUOVA MATERNITA' DI GOUNDI

Il padiglione maternità dell'ospedale di Goundi è stata costruita nel 1971 con un finanziamento modesto, prima che la Caritas tedesca Misereor finanziasse gli altri padiglioni del futuro complesso ospedaliero aperto nel 1974.

L'edificio, ormai vecchio di 34 anni, si trova ora in uno stato di degrado che richiede lavori importanti di restauro: rifacimento del tetto e della soffittatura, rifacimento dei servizi igienici, delle docce e dei WC, delle fosse settiche, degli impianti dell'acqua, di illuminazione e di parte delle porte e finestre.

Inoltre l'attività ha messo in evidenza la non funzionalità della struttura generale: poca luce e aria nella camera di degenza, mancanza di porte sull'esterno, per cui i degenti devono fare un lungo giro nei corridoi interni per uscire nel giardino a prendere aria, mancanza di verande esterne coperte che proteggano le pareti dagli effetti dell'insolazione diretta.

L'altro costo previsto per la ristrutturazione dell'edificio esistente assieme alla necessità di realizzare la nuova maternità in modo più funzionale, in conformità agli altri padiglioni e servizi dell'ospedale, ha portato alla scelta di costruire un nuovo padiglione maternità e riconvertire la vecchia maternità in una struttura di servizio da utilizzare, in parte, per la realizzazione di un laboratorio per la produzione dei farmaci e, in parte, come magazzino e sala riunioni.

La nuova struttura progettata, in relazione anche al continuo aumento dei parti che si effettuano all'ospedale (754 sono i parti effettuati in ospedale nell'anno 2004), avrà una superficie coperta di 320 metri quadrati a cui si aggiungono i 285 metri quadrati di verande, che la proteggano dal calore e dalla pioggia.

Il progetto maternità Goundi promosso dalla Proloco di Barzana in collaborazione con la Parrocchia di San Rocco e la comunità di Barzana si impegna a realizzare nell'arco di due anni (2005/2006) il primo e maggiormente significativo blocco della nuova maternità comprensivo di edificio e veranda dalle caratteristiche e dai costi complessivamente sottoindicati (preventivo)

Edificio 35,5 m x 6,5 m = 230 m 2 x 210.000 FCFA/m 2 = 48.457.500 FCFA = 73.873,00 €

Veranda 35,5 m x 5 m = 212 m 2 x 100.000 FCFA/,m 2 = 21.200.000 FCFA = 32,319,00 €

Totale 1° blocco nuova maternità = 106.192,00 €

 

LA REALTA' DEL CIAD

15Il Ciad, situato nel cuore dell'Africa, è uno dei paesi più poveri del mondo.

Il sistema sanitario in Ciad non è in grado di far fronte alle esigenze della popolazione ed è, comunque, spesso eccessivamente oneroso rispetto alle risorse economiche disponibili.

I fattori ambientali, patogeni e umani che caratterizzano la struttura epidemiologica del Ciad non differiscono da quelli che si riscontrano nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo.

Al classico quadro di malnutrizione, patologie diarroiche, malaria, tubercolosi e lebbra, si uniscono affezioni tipicamente tropicali, quali la tripanonsomiasi, la schistosomiasi e l'oncocercosi, senza dimenticare la presenza dell'AIDS. Queste patologie hanno un'incidenza soprattutto in termini di cronicità e di invalidità permanente e finiscono per pesare sulla struttura sociale ed economica del Paese.

A Goundi, nel Sud del Ciad, l'Associazione Amici di Goundi (associazione nata espressamente per sostenere le attività sociali promosse dalla missione cattolica di Goundi), in collaborazione con l'Ong ACRA, è impegnata a sostenere il funzionamento dell'ospedale del Distretto sanitario che serve un bacino di utenza di 100.000 abitanti.

L'ospedale di Goundi, nato 30 anni fa con un padiglione maternità, oggi comprende pediatria, radiologia, chirurgia e terapia intensiva. Oggi dispone di 150 posti letto. Attorno a questo ospedale 8 centri sanitari fanno prevenzione, educazione sanitaria e vaccinazioni su un raggio di 40 km. Il distretto sanitario di Goundi è un punto di riferimento essenziale per l'organizzazione sanitaria del Ciad.

Queste strutture non sono però autosufficienti ed hanno bisogno di fondi per rendere accessibili le cure mediche ed ospedaliere a tutta la popolazione che, vivendo con meno di 1 euro al giorno, non dispone di risorse finanziarie per coprire interamente le spese mediche di prevenzione e cura.

 

LE RISORSE FINANZIARIE

Per realizzare il Progetto Maternità Goundi contiamo su contributi volontari che ogni cittadino, Ente e Azienda può liberamente versare utilizzando l'allegato bollettino di versamento postale. Ogni contributo, anche piccolo, è per noi estremamente prezioso. I contributi versati tramite bollettino postale sono deducibili dalla denuncia dei redditi, con relativo vantaggio fiscale.

 

Se vuoi aiutarci a realizzare questo progetto di solidarietà puoi versare il tuo contributo sul:

C/C postale 65049660 aperto presso le Poste di Barzana intestato ACRA (Associazione di cooperazione rurale in Africa e America Latina, via Breda, 54 Milano) specificando la Causale:

ACRA Barzana progetto maternità Goundi Ciad Onlus

 

Tutte le somme raccolte saranno destinate in forma esclusiva alla realizzazione della nuova maternità di Goundi e saranno resi noti e certificati l'ammontare delle somme raccolte e i relativi sottoscrittori.

 

LE RISORSE UMANE

Si cercano muratori volontari con esperienza da utilizzare in loco per realizzare le costruzioni della maternità per un periodo di due mesi.

Chi fosse interessato può rivolgersi a

Associazione Pro Loco Barzana Piazza Azzurri Campioni del mondo 2006 - 24030 Barzana (Bg)

(aperto tutti i giorni dalle ore 14.00 chiuso il lunedì)

oppure telefonare o mandare un fax al numero 035.555734

o spedire un'email a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

PROMOTORI E PARTNER

per la realizzazione di tale progetto concorrono le sotto elencate associazioni:

  • Associazione Pro Loco Barzana
  • Parrocchia S, Rocco Barzana
  • Comune Barzana
  • ACRA
  • Ass. cooperazione rurale in Africa e America Latina
  • Associazione Amici di Goundi

 

CONTRIBUISCI CON UN GESTO DI SOLIDARIETA'
C/C POSTALE 65049660 INTESTATO ACRA SPECIFICANDO COME CAUSALE:
ACRA BARZANA PROGETTO MATERNITA' GOUNDI CIAD ONLUS